KICK BOXING: LA STORIA

Calci e pugni. Non potrebbe essere più semplice e significativo il nome di quella disciplina - la kick boxing - considerata la più "occidentale" nel vasto panorama degli sport da combattimento.
Nata attorno alla prima metà degli anni Settanta negli Stati Uniti sull'onda dei tanti film di kung fu provenienti dal lontano Oriente, la kick boxing riesce a fare immediatamente breccia tra gli appassionati americani. Colpi spettacolari, match molto duri ma stilisticamente apprezzabili e comprensibili anche per un pubblico inesperto. Nella patria degli sport "telegenici" la kick boxing ottiene un immediato successo e, nelle palestre, si trasforma rapidamente in una vera e propria moda. Negli Usa infatti le arti marziali orientali vantavano un buon numero di praticanti, ma non erano particolarmente amate dal pubblico, che ha sempre reputato gli incontri troppo monotoni e i colpi controllati poco "veritieri".
E così i primi match a contatto pieno di kick boxing riscuotono un vero successo, sfruttato in particolare dal promoter Mike Anderson, il primo a capire l'importanza di codificare questa nuova disciplina e studiare un regolamento preciso.
Per la storia dello sport, il primo torneo ufficiale di arti marziali a contatto pieno si disputa a Los Angeles nel settembre del 1974 e viene denominato "karate Contact". Ben presto nasce anche la prima sigla, la PKA, Professional Karate Association.
In Italia, il karate contact, nasce nel 1975 con l'AIKAM del dott. Bellettini, (vedere le riviste del tempo), sempre l'AIKAM, portava per primo in Italia, per una serie di stage, nel 1977
Bill Wallace. Il più grande campione di tutti i tempi, dopo qualche tempo il fenomeno sportivo si spasccava in due federazioni mondiali, da una parte la IAKSA e dall'altra parte la WAKO.